Oggi voglio parlarvi di una graphic novel davvero bellissima anche se tratta temi non facilissimi: “Echi Invisibili” di T.Sandoval e G. La Padula per Tunuè. Il primo aspetto che colpisce è lo stile grafico dell’autrice, uno stile molto particolare che ho trovato elegantissimo capace di esprimere e rappresentare benissimo tutta una serie di concetti e di elementi immateriali di cui il fumetto è pienissimo.

Un fumetto questo che ci racconta di un’esperienza dirompente come quella del lutto, della perdita di certezze e di punti di riferimento, della fuga dai ricordi belli che in un primo momento fanno troppo male. Ci racconta però anche della necessità di affrontare quel dolore, dell’esigenza di reagire per sopravvivere perché non si può scappare per sempre da sé stessi e dai demoni del proprio passato.

Ed è così che la storia inizia con un momento terribile: il funerale della compagna di Baltus il protagonista; ed è proprio la sua prima battuta ad avermi colpito molto: “non riesco a piangere” seguito da “tutto fa così male” afferma tra sé e sé durante l’ossequia; un’apparente contraddizione ma che rende molto drammaticamente quello che accade in circostanze del genere, vorresti urlare, piangere, spaccare tutto e invece entri in uno stato di apatia emozionale e ti convinci che non servirebbe a niente reagire. Per il protagonista questa consapevolezza non basta, perché la rabbia di aver perso qualcuno che ama gli rimane dentro e lo fa scivolare sempre più in basso, lo annienta, gli fa perdere sé stesso e soprattutto la sua anima, fino a che, in una sequenza bellissima in cui le autrici riescono a rendere molto bene a livello visivo le sensazioni del protagonista, l’anima ritorna nel corpo di Baltus e decide di rialzarsi di reagire. 

Proprio in quel momento però scopre di avere una sorta di potere: quello di prevedere il destino delle persone, un sesto senso; e così disorientato e incapace di gestire questo “dono” decide di ritirarsi in una piccola isoletta. È qui che comincia la vera storia di Baltus che fugge non solo dal suo potere ma continua a fuggire da sé stesso e da quel passato che fa troppo male, da quei demoni che lo perseguitano. Il fumetto ci dà un triste ma importante consiglio, non si può fuggire per sempre, il passato tornerà sempre a bussare alla tua porta e ti ritrascinerà in quel turbinio di emozioni e sarai costretto a fare delle scelte, a trovare il modo di combattere quei demoni e far tesoro dei tuoi “poteri”. Così, parzialmente, farà il nostro protagonista in un percorso alla ricerca di una serenità irraggiungibile che la vita gli aveva strappato all’improvviso; percorso, dove spesso realtà, sogno e surrealtà si incroceranno senza soluzione di continuità, che lo porterà a una scelta drammatica e allo stesso tempo poetica che finalmente lo libererà.

Un fumetto non facile, ma con una narrazione magistrale che emoziona e a tratti spiazza; forse un po’ troppo veloce nella parte finale dove avrei preferito un arrivo più graduale. Molto consigliato perché sicuramente vi farà emozionare e tifare fino alla fine per il nostro Baltus.

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